Situazione linguistica in sardegna

lingua sarda

Le varietà linguistiche della Sardegna sono principalmente tre: Il Logudorese-Nuorese, Il Campidanese, Il Sassarese-Gallurese

Il Logudorese, parlato nella zona centro-settentrionale dell’Isola, può essere, a sua volta, diviso in tre suddialetti: Logudorese comune (Catene del Montiferru e del Marghine, Planargia e Goceano); b)- Logudorese settentrionale (villaggi a nord delle predette catene fino al Sassarese); c)- Logudorese centrale o Nuorese (Nuoro e paesi circostanti).

Il Campidanese è parlato nella provincia di Cagliari, in quasi tutta quella di Oristano e in buona parte della provincia di Nuoro.

 

Esso si può dividere in Campidanese comune o cittadino, perché parlato nei centri più popolati del sud Sardegna, quali Cagliari, Oristano, Quartu, Iglesias, e Campidanese rustico praticato nei centri minori e caratterizzato da particolari fenomeni fonetici (metafonesi, nasalizzazioni, colpo di glottide, ecc.). All’interno del Campidanese vanno anche collocati i parlari dell’Ogliastra (l’ogliastrino), del Sulcis (sulcitano) e del Sarcidano (sarcidanese).

Se è vero che il Logudorese-Nuorese gode di maggiore prestigio, soprattutto letterario, per il fatto che i più antichi documenti sardi, di epoca medievale, sono stati scritti in questa variante (Condaghi, Statuti, Atti dei Sinodi, Carta de Logu), documenti che hanno attirato l’attenzione di numerosi linguisti, vero è anche che il Campidanese è attualmente la varietà più ampiamente parlata in Sardegna, in forza della maggiore densità del bacino di utenza.

A Sassari e nei centri di Porto Torres, Sorso e Stintino si parla il Sassarese, mentre nella Gallura si parla il Gallurese.

Se, come sostiene autorevolmente il Wagner, sul piano strettamente linguistico, entrambi i dialetti sono da considerare di origine forestiera, installatisi nella Sardegna settentrionale tramite la mediazione del corso e del toscano, oggi si è propensi, per motivi di carattere geografico, politico e culturale, a ritenerli dialetti sardi a tutti gli effetti, anche in forza dei numerosi influssi lessicali e grammaticali che hanno accolto.

Altre minoranze linguistiche esistenti in Sardegna sono il Catalano di Alghero e il Tabarchino (ligure della città di Pegli, che prende il nome da Tabarca, isola tunisina, antico possedimento genovese, parlato a Carloforte e a Calasetta.

Per quanto questi due parlari non siano da considerare appartenenti alla Lingua Sarda, è ovvio che anche essi debbano godere degli stessi benefici di tutela linguistica e culturale previsti per le minoranze etnico-linguistiche.

Antoninu Rubattu (Tonino Mario Rubattu) Copywrite 2013

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